Il villaggio del sorriso

Ricordate la cosiddetta sindrome del foglio bianco? Quella che prendeva a scuola prima del tema di italiano davanti al foglio protocollo, oppure prima di un disegno creativo? Ecco possiamo partire da qui, dal bianco, ma senza sindrome, perché a far passare la paura c'è il gruppo: sì, i tuoi compagni di team.

Eccovi presentata l'attività che ci ha visto coinvolti riuniti in sottogruppi, in un open space. Sui tavoloni tutti gli accessori per questo lavoro: matite, gomme, righelli, pennelli, vaschette e colori, tanti diversi colori da utilizzare.
Ma prima, un'interessante introduzione a questa proposta di team building con esperte fumettiste, specializzate in decorazioni per bambini, ci fa entrare nel cuore dell'attività: per una giornata avremmo indossato i panni di illustratori, fumettisti e decoratori di disegni per l'infanzia.

Ma la caratteristica principale non sarebbe stata quella di disegnare ed illustrare semplicemente su fogli bianchi: no, sarebbe stato troppo facile. L'obiettivo era di disegnare su casette e castelli di cartone di dimensioni adatte a bimbi alti un metro. Quelle casette dove i bimbi, con la loro fantasia, ci possono già abitare e farla diventare la casa dei loro sogni.

Villaggio del sorriso - Casette di cartone colorate



Obiettivo: andare oltre la semplice creatività non fermarsi davanti all'ovvio e allo scontato: un tetto di una casa, anche se di cartone rigido, può diventare un mare di pesci per trasformarsi così nella casa dell'oceano. Idem tutto un tetto o una facciata decorata con immagini di dolci può diventare la casa del pasticciere.

Ma tra tutti questi disegni (immancabile la casa dei pompieri) il vero scopo era costruire il villaggio del sorriso. Concordandoci con gli altri team, la strategia di lavoro era quella di costruire casette uniche senza ripetizioni di idee e che ognuna abbia un messaggio da trasmettere. Un messaggio adatto a bimbi in età pre-scolare a cui veicolare messaggi rivolti al rispetto per l’ambiente, per gli animali, all'amicizia e alla fratellanza.

L'impegno principale è stato quello: immedesimarsi con lo sguardo di un bambino. Tornare indietro ai nostri sguardi di bimbi e a quelli dei nostri figli e vedere il mondo con i loro occhi, che poi sono stati e dovrebbero essere sempre i nostri.

Villaggio del sorriso: l'opera al completo

Una frase che è stata scritta sul foglio di una bozza e che tutti abbiamo condiviso è stata:

l'uomo grande è uno che non perde il suo cuore di bambino.