Durante un team building aziendale, spesso vengono scattate
delle foto di back stage, fatte dagli stessi partecipanti sia
all'inizio che durante l'attività. Questa volta,
quella scattata è stata la riproduzione di una slide
proiettata all'inizio. Il suo testo aveva colpito tutti ed
è giusto riportarla:
È iniziata così la nostra giornata:
divisi in troupe cinematografiche e coadiuvati dai coach
dell'agenzia, ci stavamo preparando ad entrare nel vivo
dell attiività: realizzare un cortometraggio (in
confidenza, un piccolo film, che per noi sarà un
gran bel film).
L'obiettivo principale di questa iniziativa è
stato quello di realizzare un cortometraggio.
Tutti i partecipanti, suddivisi in team, hanno
ricoperto i diversi ruoli propri di una produzione
cinematografica: autore, sceneggiatore, regista,
attore, operatore video, produzione, stylist,
runner e così via.
Con questo approccio lavorativo è stato
affrontato uno stesso tema con idee, modalità e
tecniche differenti, per arrivare ad ottenere
prodotti comuni anche se creativamente diversi
tra loro.
Il brief iniziale è stato chiaro come la slide
fotografata da tutti:
L'obiettivo di questa attività sarà quello
di sviluppare, nei singoli e nel gruppo, la fantasia,
le capacità di espressione, di interpretazione,
di improvvisazione, nonché quelle di lavoro in
team, ma anche il senso di aggregazione e appartenenza
al gruppo per il raggiungimento dell'obiettivo comune
di produzione. Si riuscirà a raggiungere un
risultato tangibile e visibile puntando
sull'ottimizzazione dei tempi e sul lavoro di squadra,
imprescindibile per portare a termine la lavorazione.
Da qui, ogni troupe si è messa all'opera nelle
varie fasi del rpogetto che possono essere così
riassunte:
Tutte queste fasi sono state assemblate in un lavoro di
esattamente 3 ore proprio come nella citazione di Orson
Welles.
Ovviamente i ritmi son stati serrati, non avevamo tempo
per esser troppo prolissi, ma dovevamo andare dritti
all'essenziale. Alcune troupe hanno pagato un po' troppo
il tempo dedicato alla stesura del soggetto, mentre per
tanti è valso il concetto di non pretendere di
avere tutto chiaro e scritto. Provare a partire da
un'idea chiara, poi alcuni dettagli possono essere
inseriti cammin facendo, o meglio nel nostro caso,
girando le scene.
Visto il poco tempo a disposizione, la fase del montaggio
è stata poi affidata, su nostre indicazioni ben
precise, ai tecnici del montaggio forniti dall'agenzia.
Erano anni che tanti di noi non entravano in una sala
cinematografica al mattino, forse dai tempi della
scuola, quando le classi più fortunate avevano
i professori che accompagnavano gli alunni a teatro
o al cinema per delle
matinée.
Ora tutti avevano un doppio ruolo: spettatori in sala
e protagonisti sullo schermo.
Innegabili gli applausi o le ovazioni durante alcune
scene particolarmente ben riuscite con alcuni di noi
protagonisti. Sembrava un po' come tornare al cinema
dell'Oratorio, con le urla della sala all.arrivo dei
nostri nei western: perch´, anche se in modo
diverso, anche nei nostri corti si parlava di eroi.
I tempi da sviluppare nei nostri corti riguardavano
i vari punti tra i 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile
previsti dall'Agenda 2030 dell'Onu, così
vicina alla scadenza.
Quelli toccati dalle diverse troupe nei vari stili
cinematografici e video (documentario, fiction, muto,
spot promozionale ) riguardavano l'ambiente, il
consumo responsabile, l'istruzione di qualità
e la riduzione delle diseguaglianze.
Possiamo dire che tra tutti i lavori la parte creativa
non è mancata, il fatto di sentire l'importanza
di questi temi ha rafforzato in tutti l'impegno.
Il momento dell'assegnazione delle varie "statuette
oscar" ha avuto un simpatico tocco ludico.
Il premio era una "borraccia termica", sostituto del
premio oscar e simbolo di una maggiore attenzione
al rispetto dell'ambiente.